Da marzo 2015 decreti Jobs Act e TFR in busta paga

Da questo mese di marzo entrano in vigore due grandi innovazioni nel mondo del lavoro: i decreti del Jobs Act che regolano i contratti di lavoro e la possibilità per i lavoratori dipendenti di avere in busta paga il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato in quel mese.

In merito al Jobs Act, tra le novità ci sono il congedo parentale fino a 12 anni (anziché 8), nuove possibilità di lavoro part-time, il Contratto di Ricollocazione per i disoccupati, il congedo per la violenza di genere, congedi per maternità obbligatoria più flessibili ed estesi anche alle libere professioniste, congedi per paternità, ecc.

Riguardo al TFR maturando, secondo un sondaggio di Confesercenti ad oggi solo 6 dipendenti su 100 ne hanno fatto richiesta e un altro 11% vorrebbe farlo entro la fine del 2015. Al contrario, la maggior parte di essi (83%) vorrà continuare ad accumulare il proprio TFR nell’azienda in cui lavora.

In ogni caso, questi provvedimenti avranno degli effetti positivi? Secondo i ricercatori di Unioncamere, in base a un’indagine telefonica effettuata su un campione di aziende qualificate, nel primo trimestre di quest’anno ci saranno oltre 8.000 occupati in più. Un risultato incoraggiante, soprattutto se paragonato al saldo occupazionale dello stesso periodo del 2014, che aveva registrato un dato molto negativo, -14.500.

Non si tratta naturalmente di dati statistici ma di previsioni. Allo stesso modo, non si può sapere se l’aumento occupazionale sarà effettivamente dovuto al Jobs Act o alle agevolazioni contributive introdotte con la legge di stabilità 2015, che consentono da inizio anno di assumere un lavoratore con contratto a tempo indeterminato senza versare contributi previdenziali per 3 anni.

Rimaniamo in attesa di vedere come andranno le cose. Al momento sembra che il mercato lavorativo del nostro Paese stia finalmente iniziando a registrare dei segnali positivi.