Jobs Act. Approvata dal Pd la legge delega sul lavoro

La direzione del Pd ha approvato con 130 sì e una spaccatura della minoranza (20 no e 11 astenuti), un ordine del giorno di sostegno al governo nella riforma del lavoro. Il Jobs Act, quindi, approderà in aula.

Il Pd ha votato sì all’articolo 18, che abolisce il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati, con eccezione per i licenziamenti discriminatori e disciplinari.

Sulla questione dei licenziamenti, si è proposta anche l’abolizione del procedimento giudiziario a favore dell’indennizzo monetario.

Il partito ha votato anche per altri punti “generici”, questioni emblematiche su cui si continuerà a discutere:

1) Estensione dei diritti e universalizzazione delle tutele grazie a una rete più allargata di ammortizzatori sociali ai lavoratori precari;

2) Riduzione delle forme contrattuali, come i Co.co.pro, a favore di contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti;

3) Garanzia di servizi per l’impiego volti ad interesse nazionale e no a consorterie locali.

Renzi, soddisfatto del risultato, ha precisato che il documento andrà via via definito e andranno precisati tutti i nodi chiave, come ad esempio i contratti di lavoro precari da eliminare.