Contratti a tempo indeterminato: +35% nel primo bimestre 2015

Secondo il Ministero del lavoro, nei primi due mesi del 2015 ci sono stati 303.000 nuovi contratti a tempo indeterminato, ossia 79.000 in più rispetto allo stesso bimestre del 2014, per una crescita del +35%.

Il merito sembra essere soltanto della Legge di stabilità con i suoi sgravi contributivi triennali, perché il decreto Jobs act è entrato in vigore solo a marzo con le norme sul contratto a tutele crescenti e l’addio all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Per la precisione, la percentuale di crescita dei contratti a tempo indeterminato è stata del +32,5% a gennaio e del +38,4% a febbraio. Considerando la fascia di lavoratori tra i 15 e i 29 anni, il tasso di occupazione è salito del +43,1% a gennaio e del +41,4% a febbraio.

Questi numeri non specificano però quanti siano, tra gli assunti a tempo indeterminato a gennaio e febbraio 2015, coloro che già lavoravano presso le aziende con contratti precari/collaborazioni e coloro che invece possono essere considerati “nuove assunzioni”. Insomma, stiamo davvero parlando di occupazione aggiuntiva?

Secondo la Fondazione consulenti del lavoro, per l’80% si tratta di assunzioni di personale già attivo con contratti a termine, a progetto o a partita Iva.

L’emergenza occupazionale nel nostro Paese non è perciò finita e occorre adoperarsi per far fronte all’alto tasso di disoccupazione ancora esistente.