Colloquio di lavoro: le 7 regole del linguaggio del corpo

In un colloquio di lavoro non è importante solo il proprio curriculum o quello che si dice, ma anche il linguaggio “non verbale”, ossia quello del corpo.

Le nostre espressioni, i nostri gesti e il modo in cui stiamo seduti o ci muoviamo comunicano infatti molte cose su di noi: possono tradire insicurezza e ansia oppure, al contrario, farci apparire sicuri e convincenti.

Ecco quindi le 7 regole per un colloquio di lavoro positivo:

LE MANI

1) La stretta di mano iniziale deve essere decisa e sicura: bisogna cioè porgere la mano in modo non troppo “delicato”, per non sembrare intimoriti, né troppo forte, per non “stritolare” la mano di chi abbiamo davanti.

2) Durante il colloquio è utile tenere le mani nel modo più spontaneo possibile. Inutile dire che non vanno tenute in tasca e che, per non apparire nervosi, bisogna evitare di giocherellare con oggetti.

3) Gesticolare va bene, l’importante è non esagerare! Per questo motivo, si possono fare delle prove in casa prima del colloquio: davanti a uno specchio, immaginiamoci di rispondere a una domanda del nostro intervistatore, ad esempio “Perché vorrebbe lavorare per la nostra azienda?”. Osserviamoci durante la nostra risposta: gesticoliamo troppo? In questo caso, dobbiamo correggerci.

LA POSTURA

4) Naturalmente occorre sedersi in maniera composta, mantenendo schiena e spalle diritte.

5) E’ sconsigliato incrociare le braccia, altrimenti si può sembrare “sulla difensiva” e con un atteggiamento di chiusura nei confronti di chi abbiamo davanti.

6) Durante il colloquio si può sporgersi leggermente in avanti, verso il nostro interlocutore, in modo da comunicare interesse e concentrazione.

GLI OCCHI

7) Infine, è importante mantenere il contatto visivo con chi ci sta esaminando: il nostro sguardo rivelerà sicurezza in noi stessi e apertura al confronto.

Queste poche e semplici regole permetteranno di mostrarci sicuri, disponibili e convincenti al nostro prossimo colloquio di lavoro.